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Manifesto per un progetto politico siciliano. I politici appartenenti ai partiti nazionali non potranno mai risollevare efficacemente la Sicilia.

Manifesto per un progetto politico siciliano. I politici appartenenti ai partiti nazionali non potranno mai risollevare efficacemente la Sicilia.

Ho letto con interesse lo sfogo dell’On Mancuso per la mancata presenza nel Governo Draghi di siciliani di FI. In questo ho colto l’orgoglio del siciliano che prevale nei confronti del partito nazionale. Ma l’amarezza dei siciliani e dello stesso On Mancuso va ben oltre l’episodio perché rappresenta lo stato d’animo di tutti i siciliani ormai consapevoli di essere stati emarginati  da tutti i partiti i cui leaders, essendo del Nord,  lo hanno privilegiato relegando i politici del Sud al ruolo di portatori di voti e i cittadini del Sud al ruolo di sudditi.

IDES Identità Siciliana
Enzo Maiorana – Presidente

I politici siciliani e meridionali non hanno avuto la consapevolezza della loro forza in grado di imporre una equità nelle scelte in politica economica. Di fatto il Sud è costretto a soffrire povertà, carenza di infrastrutture, alta disoccupazione  e a vivere il dramma dell’emigrazione economica.

Il culmine è stato raggiunto con la legge 42 del 2009, nota come legge sulla “spesa storica”, voluta dalla Lega Nord con la quale si sanciva il principio che i ricchi hanno più diritti per cui le risorse dello Stato da allora vengono distribuite alle Regioni sulla base della spesa sostenuta negli anni precedenti.

Ai siciliani e ai meridionali  su questo principio  incostituzionale sono stati sottratti 62 miliardi di euro l’anno dal 2009. Il presidente della Svimez, dr Giannola, poche settimane fa ha affermato  che dal 2000 al 2019 alle Regioni del Sud sono stati sottratti 840 miliardi di euro.

La difesa del Territorio, della Dignità e dei diritti dei nostri giovani  sono sempre stati alla base del sicilianismo e del meridionalismo. Oggi comincia ad affacciarsi anche nella mentalità dei politici.

In questo senso va “Sicilia futura” voluta dall’On Cardinale del PD e dell’On Miccichè  di FI con “Grande Sud”.  Ma il limite che entrambe le proposte hanno avuto stava nel non averle rese trasversali, cosa possibile con il superamento delle ideologie di destra e di sinistra.

La globalizzazione infatti ha superato la contrapposizione tra gli interessi degli imprenditori rispetto a quelli dei lavoratori perché entrambi sono compresi nell’impresa, con il principio: o si vive insieme o si muore insieme.

Di conseguenza una  moderna visione di società non può non includere i due grandi progetti politici in un unico progetto di Socialismo liberale o di liberalismo sociale. Sparite le divisioni ideologiche è facile organizzare una proposta politica  che ponga come obiettivo prioritario la difesa dei diritti in un concetto di vera Unità Nazionale mai realizzata, perché non è sufficiente il solo abitare lo stesso territorio se a questo non si associa una uniformità sociale e economica.

Il Sicilianismo e il Meridionalismo rappresentano una mentalità, una corrente di pensiero, sono rivendicazione dei propri Diritti, voglia di pulizia morale e di giustizia sociale, rifiuto del clientelismo e dell’assistenzialismo che offende la Dignità Umana e vuole rappresentare un modello di sviluppo del Meridione d’Italia e non solo, infatti, il rilancio dell’economia nazionale sarà meridionale o non sarà.

Il Meridionalismo  tende a risolvere la ”Questione Meridionale” ed è un grande filone culturale che ha visto la partecipazione di grandi personalità, tra gli altri, Compagna, Franchetti, Sannino, Villari, Fortunato, Nitti, Salvemini, Benedetto Croce, Di Vittorio  e tra i moderni  quel grande siciliano, prete e pensatore  che è stato Don Sturzo.

È sempre esistita un’anima sicilianista e meridionalista, una coscienza di grandi tradizioni  ed insieme la coscienza di essere stati traditi, oggi vogliamo  dare  corpo a questa grande anima e che pur ricordando i tanti soprusi subiti, guardi al futuro dei nostri giovani.

Enzo Maiorana