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Ministro Boccia, prima di toccare lo Statuto, pensi a restituire tutte le risorse sottratte ai siciliani.

Ministro Boccia, prima di toccare lo Statuto, pensi a restituire tutte le risorse sottratte ai siciliani.

Il Ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, l’altro giorno a Carini, invita tutto il PD a una discussione seria sulla Statuto speciale di Autonomia siciliana. A tal fine dichiara:  

Bisogna aprire una discussione seria sullo Statuto speciale della Sicilia, perché va adeguato alla società moderna e digitale.

Il segretario del Pd regionale, Anthony Barbagallo, ha aggiunto:

Ci sono alcune questioni dello Statuto che vanno riviste nell’ottica del nuovo millennio

In un’intervista all’agenzia di stampa nazionale Dire, sempre il Ministro ha dichiarato:

La Regione autonoma siciliana ha poi la caratteristica di avere uno statuto con articoli oggettivamente incostituzionali.

Se la Sicilia facesse a meno del NordCaro Sig. Ministro, dovrebbe vergognarsi molto, anzi moltissimo. Lo Statuto di Autonomia speciale della Regione Siciliana è la 2° Legge Costituzionale d’Italia. Glielo ripeto: Lo Statuto di Autonomia speciale della Regione Siciliana è la 2° Legge Costituzionale d’Italia, la nr 2/48. Come fa ad essere incostituzionale? O Lei si è elevato a Corte Costituzionale, e avrebbe le sembianze di desiderio dittatoriale, o dovrebbe ritornare tra i banchi di scuola e studiare seriamente.

Per ricordarLe qualcosa, la Corte Costituzionale si è più volte espressa sulla violazione da parte dello Stato degli articoli del nostro Statuto. Forse Lei non merita neanche di fare il Ministro.

Ritornando all’invito di prima, direi che potrebbe sembrare una scena di teatro commuovente, con il siciliano al centro, oggetto di attenzioni sincere. Ma non sarà così! Statene sicuri.

Caro Ministro, io ricordo perfettamente le attenzioni del Pd al nostro prezioso Statuto speciale e alla nostra Autonomia finanziaria, e sono state quanto più le devastanti si possano immaginare.

Vogliamo ricordare l’intesa di Renzi e Crocetta (PD) che con un patto scellerato hanno sottratto 30 miliardi di credito ai siciliani mettendosi d’accordo per 500 milioni? Tutto questo, in barba a una sentenza (207) della Corte Costituzionale del 2014, una sentenza storica che riconosceva i diritti alla Sicilia. Ma possiamo anche ricordare la sentenza 89/2015 che riconosce il danno finanziario subito dalla Regione Siciliana.

Con gli uomini del Pd, 30 miliardi che spettavano in pieno diritto alla Sicilia e ai siciliani sono diventati 500 milioni.

Lo Stato negli anni, ci dice la sentenza, trasferendo le risorse, non ha mai fornito una documentazione analitica delle risorse. Come fa una Regione a capire di cosa si sta parlando? E come fa a quantificare e a capire se lo Statuto veniva rispettato?

È questo che possiamo chiamare un rapporto di leale collaborazione tra Stato e Regione? Tra lo Stato e i cittadini siciliani? Addirittura, dal 2000 al 2016, si parla di un danno di 100 miliardi di euro. Ecco il ricordo che abbiamo del Pd.

Caro Ministro, non pensi neanche di creare un danno alla Sicilia o a depotenziare i nostri diritti, perché ci troverà pronti a sollevarci a favore della nostra Terra.

Piuttosto, pensi a restituirci il maltolto.

Adriano Nicosia